Azalea della Ricerca

Azalea della Ricerca

Domenica 14 maggio in occasione della Festa della Mamma, Airc sarà in 3.600 piazze insieme ai 20 mila volontari impegnati a distribuire 600 mila azalee per raccogliere fondi da destinare ai progetti di ricerca sui tumori femminili.
 
Volto della campagna è la ricercatrice Anna Bagnato, attualmente alla guida del laboratorio di Modelli preclinici e nuovi agenti terapeutici dell’Istituto nazionale tumori Regina Elena di Roma, dove sta sviluppando un progetto per l’identificazione di nuove combinazioni di farmaci capaci di abbattere la resistenza del tumore dell’ovaio. Accanto a lei nell’immagine i due figli Marco e Tommaso. Qui il link alla sua bella video storia: https://youtu.be/9v7nVjQMEqw
 
A disposizione anche tanti altri medici/ricercatori che possono approfondire temi legati a prevenzione e cura dei tumori femminili a tutto tondo. In particolare i lavori di due ricercatrici eventualmente disponibili per degli approfondimenti:
 
Cancro al seno: individuato un marcatore di resistenza a un nuovo farmaco

Palbociclib è un nuovo farmaco anti-cancro, di recente approvato dalla Food and Drug Administration statunitense, che funziona piuttosto bene in alcune pazienti con cancro al seno positivo per il recettore degli estrogeni e negativo per HER2. Tuttavia c’è un sottogruppo di pazienti che non risponde a tale farmaco. In uno studio sostenuto da AIRC è stato possibile individuare una firma molecolare che potrebbe rivelarsi utile a identificare in anticipo le pazienti che rispondono al palbociclib. I risultati sono pubblicati sulla rivista Oncotarget. Spiega Ilenia Migliaccio dell’Azienda USL Toscana Centro di Firenze e una delle autrici dello studio: “La firma molecolare che abbiamo individuato è collegata ai geni del neuroblastoma. Se i nostri dati saranno validati in successivi studi clinici con pazienti, questa firma molecolare potrà essere usata per stabilire a quali pazienti somministrare il palbociclib”. Sarà questo il prossimo passo del gruppo di ricerca di cui fa parte Migliaccio, ricercatrice AIRC impegnata da anni nello studio dei meccanismi di resistenza a terapie a bersaglio molecolare per il tumore alla mammella.
 
Scoperte alterazioni molecolari legate a un raro cancro alla tiroide
Grazie a uno studio sostenuto da AIRC, un gruppo di ricercatori dell’Università di Pisa ha individuato una serie di alterazioni molecolari legate al carcinoma midollare della tiroide. Spiega Rossella Elisei, una delle autrici dello studio: “Il carcinoma midollare della tiroide è un tipo di tumore raro che nel 50% dei casi viene diagnosticato tardivamente e, di conseguenza, è più difficile da curare. Nel nostro studio abbiamo individuato alterazioni molecolari, in particolare quelle legate al gene RET che, crediamo, possano rendere questo raro tumore più curabile grazie all’utilizzo di farmaci a bersaglio molecolare”.
 

Inoltre, anche delle storie di donne che hanno superato la malattia e che possono così testimoniare in modo concreto i progressi della ricerca. Qui la sintesi della storia di Katia:
 
FRANCESCA – 43 anni – NapolI “Quell’ecografia mi ha salvato la vita”
Francesca ha 37 anni. È un brillante avvocato, è realizzata come donna – moglie e madre di due bimbi piccoli – una vita senza grosse preoccupazioni, nella quale non sembrava esserci spazio per la malattia. Eppure qualche cosa le dice di recarsi a fare una ecografia al seno, apparentemente non necessaria: nessuna familiarità con la malattia, nessun nodulo apparente alla palpazione, forse non perfettamente eseguita, nessun dolore o sintomo di altra natura. Invece il tumore c’è e un agospirato attesta una natura aggressiva, in rapida espansione e con elevate probabilità di metastatizzare, anche a distanza. L’operazione, la ricostruzione e poi la chemioterapia… Francesca sapeva a che cosa sarebbe andata incontro, la preoccupava soprattutto la caduta dei capelli: più per i bambini che per se stessa o per la sua professione di avvocato che le imponeva di mantenere un ‘look’ sempre appuntato.