#VorreiCheilMioMedicoSapesseChe

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Amici Onlus promuove una campagna di sensibilizzazione dei medici, per raccogliere le domande delle persone con malattie intestinali croniche

#VorreiCheilMioMedicoSapesseChe: quello che i pazienti non hanno mai avuto il coraggio di chiedere al medico

Un convegno dà la parola ai malati

Il convegno si terrà il 19 maggio, giornata mondiale dedicata alle malattie infiammatorie croniche dell'intestino (MICI). Per l'occasione i monumenti di tutto il mondo e di 34 comuni italiani si illumineranno di viola. A Milano il Castello Sforzesco, a Roma la fontana del Tritone, a Torino la Mole e a Napoli piazza Plebiscito

#VorreiCheilMioMedicoSapesseChe, andando direttamente alla home page di Amici Onlus www.amiciitalia.eu/ - l'associazione nazionale da oltre vent'anni impegnata nella tutela delle persone con MICI, malattie croniche dell'intestino - si può accedere alla sezione che raccoglie le domande che si possono fare ai medici e che magari non si ha mai avuto il coraggio di formulare. Anche in forma anonima.

Un convegno, organizzato proprio il 19 maggio, World IBD Day, giornata mondiale dedicata alle malattie infiammatorie corniche dell'intestino (MICI), risponderà a tutti i quesiti con un parterre di medici e scienziati.  L'evento si terrà a Roma presso l'hotel NH Collection in via Vittorio Veneto dalle ore 9 del mattino.

Lo stesso giorno, in oltre 50 paesi nel mondo inclusa l'Italia con 30 città, i principali monumenti si illumineranno di viola (colore simbolo di queste patologie) per sensibilizzare e informare l'opinione pubblica sulla condizione delle persone che convivono con la malattia di Crohn e la colite ulcerosa.

"AMICI Onlus – spiega Enrica Previtali, Presidente di Amici Onlus -  ha deciso di lanciare un'iniziativa volta a rompere le barriere che spesso si creano tra medico e paziente, dando la possibilità, attraverso questo sondaggio, di dire quello che spesso il malato non ha la possibilità o il coraggio di chiedere al medico durante la visita".

Un modo innovativo di coinvolgere non solo gli associati di tutta Italia, ma chiunque abbia avuto problemi con queste malattie, che potranno avanzare richieste, trasmettere sensazioni, paure, ansie, che il malato, per timidezza o vergogna non è riuscito a condividere.

 

I risultati raccolti saranno l'argomento di punta del convegno scientifico di Roma, intitolato proprio #VorreiCheilMioMedicoSapesseChe, perchè il corretto rapporto medico paziente è alla base di una terapia di successo. I pazienti poco coinvolti nel processo di cura, infatti, rischiano 10 volte di più di incorrere in ricadute e/o aggravamenti. Inoltre ammalati con bassi livelli di engagement riportano in 9 casi su 10 sintomi ansioso-depressivi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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